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Risposta articolo sul sito Albanesi



Il seguente articolo e' una risposta al parere espresso e pubblicato sul sito (DI ALBANESI o DIETA ITALIANA) scritto senza conoscere il prodotto e/o leggere la documentazione e solo basato sulle informazioni lette sulla pubblicita' che noi abbiamo fatto su alcune riviste del settore.
Ci sembra giusto rispondere di seguito e punto per punto alle affermazioni fatte dal responsabile del sito in questione che sono prive di qualsiasi riscontro. (Per fortuna questo tipo di parere non e' dato solo sul nostro prodotto). Lasciamo comunque al lettore un giudizio razionale ed obbiettivo!

Premessa:
Abbiamo piu' volte cercato personalmente di aprire un confronto o spiegazioni e soprattutto di poter pubblicare nel sito sopra citato Le risposte alle affermazioni e al parere personale senza avere soddisfazione e/o essere presi in considerazione. Sul sito si racconta che:


CELLFOOD

Ci siamo gia' occupati tempo fa di CELLFOOD , un integratore, creato da un fisico statunitense, Storey.

R:   Basta semplicemente collegarsi al sito http://www.deutrel.com/storey.htm o leggere il libro dello stesso EVERETT L. STOREY che abbiamo piu' volte inviato Via posta con tutta la documentazione e campionatura.

Visto che attualmente e' in atto una campagna pubblicitaria su Correre , ci sembra giusto dargli piu' spazio.  

R:    CI DOMANDIAMO PERCHE' NON VENGONO PRESI IN ESAME E PUBBLICATI PARERI SU TUTTI I PRODOTTI PUBBLICIZZATI DA ALTRE AZIENDE............!

R:   (ABBIAMO SOLO INVIATO UNA e-mail di richiesta parere e ci siamo visti pubblicare sul Suo sito questo articolo con informazioni prive di riscontro scientifico, solo un parere personale senza conoscere e basate solo sulla pubblicita')

Secondo il distributore R:   ( NOI DIAMO LE INFORMAZIONI SECONDO IL PRODUTTORE, NON POSSIAMO INVENTARE NIENTE O DICHIARARE IL FALSO) : " CELLFOOD e' una formula originale in soluzione salina che contiene ossigeno disciolto, elettroliti, 78 minerali in forma ionica, 34 enzimi e 17 aminoacidi. Fornisce un'insuperabile fonte di Ossigeno e un sistema di trasporto nutrizionale a tutte le cellule, pulendo e tonificando i sistemi del nostro corpo per tutta la durata del suo impiego."

Il numero di minerali, enzimi e aminoacidi non ha molto pregio, visto che per esempio in una carota si possono trovare centinaia di sostanze. Si tratta di capire se poi queste sostanze sono sufficienti a produrre un'azione significativa.

R:   penso che il problema inquinamento e rotazione dei raccolti, piogge acide, ecc. ecc. sia un grosso problema mondiale....... Analisi su alcuni prodotti dell'agricoltura hanno riportato che il cibo ottenuto con procedimento industriale e' inquinato, basterebbe prendere in considerazione i prodotti importati dai paesi extraeuropei dove i prodotti sono contaminati da:   pesticidi, DDT, metalli pesanti, ecc. ecc. ecc.    

Nessuno ha ormai nessun controllo su quello che si mangia, beve, respira ecc. ecc.

La pubblicita' parla di aumento significativo dei valori di ferritina, di emoglobina, di globuli rossi e di ematocrito, della velocita' massima di corsa e diminuzione della produzione di acido lattico.

R:   Non e' la pubblicita' ma abbiamo riportato i risultati di uno studio:  

Universita' di Pretoria (SUD AFRICA)

Studio degli effetti del CELLFOOD ® su atleti professionisti: 45 atleti eterogenei

"Studio in doppio cieco e controllo con placebo".

Risultati piu' significativi:

1. Aumento e livellamento dei valori di ferritina, emoglobina, globuli rossi ed ematocrito.

2. Aumento della velocita' massima di corsa e diminuzione dello sforzo misurato.

3. Diminuzione della produzione di acido lattico misurato.

Quindi indica che CELLFOOD ha vinto il Premio di Tecnologia Avanzata 1997. Ma premio dato da chi????

R:   Premio tecnologia avanzata: http://www.deutrel.com/award.htm

In ogni caso, visto che ho sempre valori di ematocrito molto bassi, ho provato una confezione di CELLFOOD (inviatami in omaggio), attenendomi scrupolosamente per 30 gg. ai dosaggi prescritti. Esami prima e dopo l'assunzione. Morale: RISULTATO ZERO!

R: Penso che Sia importante leggere lo studio, il protocollo usato ed effettuare i test con la stessa metodica per dare un parere..... per esempio il dosaggio ed il periodo (18 settimane) durante il quale e' stato fatto lo studio.

La pubblicita' parla sempre di Medicina dello Sport, senza specificare quale istituto. Nella documentazione che ho trovato si scopre che si tratta di un istituto sudafricano, praticamente impossibile da controllare. Notate le finezze di marketing: si usano termini (premio di tecnologia avanzata, medicina dello sport ecc.) che poi non hanno riscontri facilmente verificabili al di fuori della documentazione fornita dal produttore o dal distributore (che per definizione non possono essere super partes). Perché non utilizzare un'universita' italiana?

R:   Universita' di Pretoria ISTITUTO DELLO SPORT (SUD AFRICA)

Studio degli effetti del CELLFOOD ® su atleti professionisti: 45 atleti eterogenei

"Studio in doppio cieco e controllo con placebo".

http://www.deutrel.com/Pretoria%20Study.pdf

Analizziamo altri punti psicologicamente e scientificamente interessanti scaturiti da alcune osservazioni che mi sono state fatte da visitatori del sito.

1) Perché non provarlo?

Uno degli scopi del sito e' di accrescere lo spirito critico delle persone, cioe' abituarle a ragionare con la propria testa, senza credere ciecamente né ad Albanesi né a Storey (che fra l'altro mi sembra che sia morto a 74 anni, un po' poco per chi avrebbe scoperto una sostanza rivoluzionaria per la nostra salute...). È giusto provare qualcosa purché si parta con il piede giusto. Quando sento semplicemente riferire concetti espressi da altri sono, penso giustamente, scettico. Ci sono migliaia di teorie politiche, religiose, filosofiche e, infine, salutistiche. Quanti prodotti dovrebbero far bene? Se si stesse ad ascoltare tutti sarebbe la fine. Allora si fa una scrematura che dipende dalla presentazione .

Per concludere io provo solo cio' che comprendo perché altrimenti potrei provare tutto e questa non e' certamente una strategia positiva.

R: e' molto importante leggere lo studio, il protocollo usato ed effettuare i test con la stessa metodica per dare un parere..... per esempio il dosaggio ed il periodo (18 settimane) durante il quale e' stato fatto lo studio.

2) Ma su un certo numero di persone sembra funzionare?

Per sport io intendo quello ad alto livello. Io tratto quotidianamente con atleti, cioe' con soggetti con i quali non si puo' barare perché hanno gia' tutto di ottimizzato. Prendiamo un top runner che vive in una zona "inquinata", diamogli Cellfood e vediamo se migliora, disintossicandosi, significativamente le sue prestazioni! Finché si parla di singoli soggetti terrorizzati da concetti come inquinamento, intossicazione ecc. e' facile sfruttare l'effetto placebo per pensare a miglioramenti. Ma con l'organismo degli atleti ad alto livello e' molto molto piu' difficile perché c'e' la prestazione che puo' essere misurata e che da' il giudizio definitivo. Quando i promotori di Cellfood faranno vincere un'olimpiade a un atleta che senza Cellfood non sarebbe nemmeno arrivato in finale, allora io rivedro' il mio giudizio!

R:   Non tutti i maratoneti vincono le maratone pur magari allenandosi e prendendo gli stessi prodotti.   Non tutti gli atleti che usano il doping (VEDI MOLTI CASI NEL CICLISMO, CALCIO, OLIMPIADI ecc. ecc.) sono diventati campioni del mondo e/o vincono le gare.............! Come mai?

Noi PENSIAMO che il campione sia la somma di moltissimi fattori! ALIMENTAZIONE, ALLENAMENTO, ATTEGGIAMENTO MENTALE, ATTITUDINE, PASSIONE ecc. ecc. e anche integrazione ottimale naturale!

SIAMO DISPONIBILI A FARE UNO STUDIO CLINICO SCIENTIFICO PRIMA, DURANTE E DOPO L'ASSUZIONE DI CELLFOOD!

 

3) Ma ha una formula originale e usa l'ossigeno!

Cosa vuol dire il fatto che ci siano 74 minerali in forma ionica, 34 enzimi e 17 aminoacidi? Se le quantita' sono minime l'effetto potrebbe essere minimo: anche in molti multivitaminici troviamo decine di sostanze, ma sappiamo che spesso sono solo fumo buttato negli occhi. In un qualunque reperto biologico (per esempio un pezzo di carne) troviamo centinaia di sostanze utili!

R:   dove possiamo trovare con sicurezza cibo naturale biologico di qualita' senza pesticidi, piogge acide, mercurio, alluminio, benzene, concimi chimici, antibiotici, antinfiammatori, vaccini ecc. ecc.?


Le prestazioni del nostro organismo non vengono migliorate dall'avere piu' ossigeno a disposizione, questo lo dice sia la medicina classica sia quella sportiva. È errata la credenza che avere piu' ossigeno a disposizione faccia stare meglio. In realta' il collo di bottiglia del nostro sistema e' dato dal trasporto ai tessuti proprio dell'ossigeno. È la vecchia storia: se ho tanta acqua per spegnere l'incendio, ma mi mancano i secchi per gettarla sul fuoco sono spacciato comunque. E nel nostro caso i secchi sono rappresentati dal sistema cardiovascolare e in particolare dai globuli rossi. Piu' di tanto ossigeno non riescono a scambiare quindi se voglio stare meglio devo aumentare i globuli rossi non fornire inutile ossigeno in piu' (e' per questo che come doping si utilizza l'epo e non l'ossigeno). E non facciamo il paragone con il fatto che in montagna si corre piu' piano perché c'e' meno ossigeno. In montagna e' la pressione parziale dell'ossigeno che e' minore, ma la concentrazione dell'ossigeno e' la stessa. Con pressione parziale minore i soliti globuli rossi hanno difficolta' maggiori a portare ossigeno ai tessuti.

E chi dice poi che il 20% di ossigeno attuale non basta? Dipingere un mondo inquinato e schifosissimo non significa dare dei numeri precisi. La capacita' polmonare dell'uomo (e la conseguente necessita' di ossigeno) e' decisamente una delle risorse sovrabbondanti. Se cosi' non fosse, alla prima sigaretta il soggetto cadrebbe in crisi. Purtroppo occorrono anni di fumo per far capire al fumatore i danni a cui va incontro.

R:   Quello che fa la differenza e' la biodisponibilita' dell'ossigeno, il problema della carenza di ossigeno provoca danno da IPOSSIA.......... e da riperfusione........  

CELLFOOD ® : background biochimico e fiopatologico

L'ossigeno, in forma molecolare (O 2 ), e' un elemento assolutamente indispensabile per la vita dell'Uomo e, in generale, di tutti gli organismi aerobi. Esso, infatti, fungendo da accettare finale degli equivalenti riducenti derivanti dal catabolismo cellulare, consente, attraverso la catena respiratoria mitocondriale, la produzione di energia chimica, sotto forma di adenosintrifosfato (ATP). Quest'ultimo, a sua volta, permette alle cellule di svolgere tutte le loro funzioni vitali (metabolismo, accrescimento movimento, riproduzione, secrezione, escrezione, disintossicazione, etc.). E' da sottolineare che l'ossigeno consente di ottenere da 1 molecola di glucosio ben 36/38 molecole di ATP contro le sole 2 ricavabili in sua totale assenza (anaerobiosi).

Le evidenze fornite dalla ricerca scientifica degli ultimi decenni dimostrano in maniera inequivocabile che l'ossigeno deve essere disponibile a livelli determinati e costanti in tutte le cellule dell'organismo, pena la comparsa di alterazioni funzionali e/o strutturali, talvolta gravi ed irreversibili. Infatti, tanto la riduzione persistente quanto un'oscillazione transitoria della sua concentrazione intracellulare possono risultare dannose.

Una riduzione persistente della concentrazione dell'ossigeno (valutata in termini di pressione parziale di ossigeno, pO 2 ) all'interno dei tessuti e delle cellule viene genericamente definita "ipossia". Considerando il percorso dell'elemento vitale dall'aria inspirata fino ai mitocondri, si possono distinguere, dal punto di vista patogenetico, 4 principali tipi di ipossia:

•  ipossia ipossica: da insufficiente apporto di ossigeno dall'aria al sangue;

•  ipossia anemica: da riduzione della quantita'/funzione dell'emoglobina;

•  ipossia stagnante: da stasi della circolazione ematica;

•  ipossia istotossica: da blocco della catena respiratoria mitocondriale.  

In ognuna di queste condizioni, la ridotta biodisponibilita' di ossigeno puo' provocare una progressiva caduta dei livelli intracellulari di ATP con conseguente accumulo non solo di prodotti indesiderati della degradazione delle purine ma anche di cataboliti acidi.

Queste alterazioni biochimiche si traducono a livello clinico nella classica sintomatologia ipossica:

•  difficolta' di concentrazione con turbe della memoria;

•  sensazione di affaticamento o crampi muscolari, anche dopo piccoli sforzi;

•  respiro corto o dispnea;

•  tachicardia con soffi cardiaci da circolazione iperdinamica;

•  turbe della visione;

•  alterazioni dell'equilibrio e/o vertigini;

•  aumentata suscettibilita' alle infezioni;

•  crescita stentata delle unghie e dei capelli;

•  turbe del vuotamento gastrico e/o acidita';

•  alterazioni della digestione e dell'assorbimento dei nutrienti;

•  possibile compromissione della funzionalita' renale.

Trova, dunque, la sua piu' ampia spiegazione la celebre affermazione del famoso fisiologo Arthur C. Guyton: "Qualunque dolore, sofferenza o malattia cronica, e' causato da una insufficiente ossigenazione a livello cellulare" (Human Physiology, 1978). Recentissime scoperte, come quelle della proteina RAI, confermano la potenziale tossicita' dell'ipossia, oggi ritenuta implicata persino nel processo di metastatizzazione dei tumori.

Non meno pericolose dell'ipossia, ai fini del mantenimento dell'integrita' funzionale e/o strutturale della cellula, risultano le oscillazioni della pressione parziale di ossigeno, che trovano nel cosiddetto "danno da ischemia-riperfusione", il loro paradigma patogenetico.

In questo modello, la transitoria riduzione dell'afflusso ematico in un determinato distretto anatomico, a causa della riduzione del calibro delle arteriole (per vasospasmo, parziale trombizzazione o altro) o del clampaggio di un ramo arterioso maggiore (per interventi chirurgici di by-pass, trapianti d'organo o altro,) provoca nei tessuti corrispondenti una condizione transitoria di ipossia, con accumulo di cataboliti acidi, abbassamento del pH intracelullare, turbe dell'omeostasi idro-elettrolitica e di membrana, liberazione di calcio, attivazione di proteasi e, in ultimo, conversione dell'enzima citosolico xantina deidrogenasi (normalmente responsabile della trasformazione delle purine in acido urico) in xantina ossidasi (a funzione ossidante anomala). Nel momento in cui l'ischemia viene a cessare e si ricostituisce un normale flusso ematico, l'ossigeno molecolare trasportato dall'emoglobina viene utilizzato dalle cellule in precedenza ipossiche come substrato accettore di equivalenti riducenti non solo per produrre ATP ma anche per generare specie chimiche reattive dell'ossigeno (reactive oxygen species, ROS). Infatti, per l'azione catalitica della xantina ossidasi - forma anomala della xantina deidrogenasi - l'ossigeno genera due specie chimiche altamente ossidanti, quali il radicale idrossile (HO ? ) e il perossido di idrogeno (H 2 O 2 ). Saranno questi ultimi i mediatori finali del danno cellulare, detto da stress ossidativo (vedi oltre, approfondimento).

Appare evidente, dunque, che il mantenimento di un livello costantemente ottimale di ossigeno molecolare all'interno delle cellule e' una condizione indispensabile per il buon stato di salute dell'intero organismo. A tal proposito, le evidenze cliniche attualmente disponibili suggeriscono che Deutrosulfazyme ® agisce rendendo biodisponibile   l'ossigeno molecolare a livello cellulare all'occorrenza, incrementandone la concentrazione nell'ipossia e prevenendo la sua conversione in ROS in condizioni di stress ossidativo (azione antiossidante).

4) Ma Cellfood trasporta i suoi componenti in ogni singola cellula!

Descrizione pittoresca, ma quantitativamente assurda. Sapete quante sono le cellule del corpo umano? Dividendo la quantita' di un minerale di Cellfood per tale numero, si e' sicuri che arrivi qualcosa "a ogni singola cellula"???

R:   Non lo diciamo noi, lo dicono gli studi effettuati sul prodotto:

CELLFOOD e' il forma colloidale altamente biodisponibile:

http://www.deutrel.com/CELLFOOD-Faihurst%20Report.pdf

http://www.deutrel.com/Surface%20Tension%20Study.pdf

5) Ma Cellfood e' unico per il solfato di deuterio!

Se il solfato di deuterio ha proprieta' cosi' importanti, perché nessuna casa farmaceutica lo usa né, che io sappia, esistono ricerche nelle cliniche di tutto il mondo sulle sue strabilianti proprieta'?

R:   La formula ed il prodotto sono di proprieta' e non un brevetto che potrebbe essere copiato!

6) Ma e' stato usato da atleti di vertice!

Il fatto che sia stato usato da atleti anche di vertice (ammesso che lo sia stato) non vuol dire nulla, che li abbia fatti cioe' diventare campioni. Dal punto di vista scientifico per dire che Cellfood funziona occorre prendere un atleta mediocre e farlo diventare un campione. Sul fatto poi delle liste di chi l'ha usato, in rete girano liste di ogni tipo con atleti che neppure sanno di essere stati inseriti nella lista! Compilare una lista inserendo dichiarazioni non ci vuole nulla: molto piu' difficile avere l'intervista su un giornale prestigioso o a una televisione sportiva di un atleta che dica: "prima di usare Cellfood ero un mediocre, oggi ho vinto la medaglia d'oro". E io di questi articoli o di queste interviste non ne ho conoscenza!

R:   Non tutti i maratoneti vincono le maratone pur magari allenandosi e prendendo gli stessi prodotti.

Non tutti gli atleti che usano il doping senza essere scoperti o altre sostanza ammesse (VEDI CICLISMO) vincono le gare.............

SIAMO DISPONIBILI A FARE UNO STUDIO CLINICO PRIMA, DURANTE E DOPO L'ASSUZIONE DI CELLFOOD!

www.cellfood.it  
www.eurodream.net
www.deutrel.com

Per ulteriori chiarimenti:   0187523320    800650800 info@eurodream.net

Ulteriori chiarimenti ed informazioni complete:

CELLFOOD ® : la storia

CELLFOOD ® , il prodotto leader di Eurodream s. r. l., e' il risultato di 42 anni di ricerche e sperimentazioni.

La sua formula (Deutrosulfazyme ® ) - ovvero la soluzione contenente i principi attivi che ne sono alla base - fu creata da Everett L. Storey.

Definito "un genio" dal grande fisico   Albert Einstein - che gli riconobbe, tra l'altro, la paternita' della tecnica della "scissione dell'acqua" - Storey era un esperto di energia nucleare e, in particolare, un profondo studioso del deuterio, un isotopo non radioattivo dell'idrogeno, impiegato, sotto forma di perossido ("acqua pesante"), nella preparazione della famigerata bomba atomica ("bomba H").

All'indomani del secondo conflitto mondiale, come era gia' accaduto per Nobel, Storey senti' forte il bisogno di orientare tutti i suoi sforzi a migliorare le condizioni dell'Umanita'. Cosi', basandosi sulle conoscenze acquisite sul deuterio, riusci' ad ottenerne, agli   inizi degli anni '50, una formulazione stabile dell'isotopo   in forma salina - il solfato di deuterio (D 2 SO 4 ) - che per anni fu limitata all'uso in campo militare.

Con la successiva liberalizzazione della vendita, CELLFOOD ® si rese disponibile a tutti i potenziali consumatori, guadagnando rapidamente in numerosi Paesi del mondo una delle piu' ampie fette di mercato degli integratori.

Ecco quello che Storey scrisse in Beyond Belief © :

"CELLFOOD ® scinde l'acqua in ossigeno e idrogeno e le singole cellule del corpo sono nutrite da un flusso costante di 78 elementi essenziali conservati liberi in soluzione, grazie alla presenza di idrogeno e ossigeno allo stato libero, che determinano il processo di ossidazione e riduzione con una reazione a catena che elimina le tossine. I tessuti vengono ricostruiti, e una buona nutrizione completa il processo. I minerali sono necessari al 95% delle funzioni quotidiane del nostro corpo; i minerali garantiscono la vitalita'. Gran parte del contenuto di minerali naturali presenti in tracce e' andato perduto nel cibo, al giorno d'oggi, per impoverimento, mancata rotazione dei raccolti, e minor fertilita' del terreno causata   da alluvioni ed eccessiva irrigazione" ( Feedback Books, 1982 ).

La formula che e' alla base di CELLFOOD ® e' tuttora coperta da brevetto e numerosi ricercatori si sono cimentati nel cercare di scoprire il meccanismo biochimico che e' alla base del suo successo ( vedi appresso ).

CELLFOOD ® : la formula Everett Storey

Alla base di CELLFOOD ® vi e' la formula di Everett L. Storey, registrata come Deutrosulfazyme ® .

Nella sua tipica formulazione in gocce, Deutrosulfazyme ® e' un sistema colloidale acquoso la cui fase polidispersa e' costituita da solfato di deuterio e da una miscela complessa di 78 minerali, 17 aminoacidi e 34 enzimi in tracce.

Il solfato di deuterio ( 2 H 2 SO 4 o D 2 SO 4 ) e' un composto strutturalmente assimilabile all'acido solforico (H 2 SO 4 ), l'unica differenza consistendo nella presenza, appunto, del deuterio nel primo e del comune idrogeno nel secondo. Tale differenza, che rende inutilizzabile ai fini alimentari il comune acido solforico (un acido altamente corrosivo), conferisce, invece, all'innocuo solfato di deuterio - presente in tracce nel Deutrosulfazyme ® - singolari proprieta' chimiche ( vedi appresso ).

I minerali di Deutrosulfazyme ® coprono quasi l'intera tavola periodica, compresi quelli dotati di potenziale azione antiossidante ( manganese, zinco, rame, germanio, selenio, molibdeno ). Non sono inclusi, invece, elementi irritanti ( cloro ), metalli potenzialmente tossici ( alluminio, cadmio,   mercurio, piombo) ed elementi radioattivi ( radio ) (tabella 1).

Tabella 1. I 78 minerali in tracce presenti nella formulazione di Deutrosulfazyme ®

Antimonio
Argon

Astato

Attinio

Bario
Berillio
Bismuto
Boro
Bromo
Calcio
Carbonio
Cerio
Cesio
Cromo
Cobalto
Rame

Disprosio

Erbio
Europio
Fluoro
Gadolinio
Gallio
Germanio
Oro
Afnio

Elio
Olmio
Idrogeno
Indio
Iodio
Iridio
Ferro

Cripto

Lantanio

Litio
Lutezio
Magnesio
Manganese
Molibdeno
Neodimio
Neon
Nichel
Niobio
Azoto
Osmio
Ossigeno
Palladio
Fosforo

Platino
Polonio
Potassio
Praseodimio
Promezio
Fermio
Rodio
Rubidio
Rutenio
Samario
Selenio
Silice
Silicio
Argento
Sodio
Zolfo

Tantalio
Tecnezio
Tellurio
Terbio
Tallio
Torio
Stagno
Titanio

Tungsteno
Vanadio
Xeno
Itterbio
Zinco
Zirconio

Molti dei minerali presenti nella formulazione di Deutrosulfazyme ® ( calcio, sodio, potassio, ferro, rame, manganese, zinco, etc. ) sono in forma ionica e, quindi, in grado di assumere, all'interno dell'organismo, il ruolo di elettroliti, preziosi ioni di cui e' ampiamente noto il benefico ruolo non solo nella genesi e nella modulazione dei fenomeni elettrici cellulari (eccitabilita', generazione, propagazione e trasmissione dell'impulso nervoso, contrazione muscolare, attivita' cardiaca) ma anche nel mantenimento del bilancio idrico.

Gli amminoacidi presenti nella formulazione di Deutrosulfazyme ® coprono il vasto range di tutti quelli essenziali sia per l'adulto (isoleucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina) che per il bambino (arginina ed istidina) (tabella 2). Essi possono essere utilizzati come preziosi precursori sia di proteine - ad azione strutturale (collageno, elastina) o funzionale (recettori di membrana, ormoni, anticorpi) - che di antiossidanti. A quest'ultimo proposito, infatti, va ricordato che arginina, lisina, cisteina, metionina ed istidina sono in vario modo coinvolti nella difesa contro le specie reattive dell'ossigeno (reactive oxygen species, ROS). In particolare, l'arginina presente in Deutrosulfazyme ® e' una preziosa fonte di ossido nitrico (NO), uno dei piu' potenti mediatori biochimici coinvolti nella modulazione della pressione arteriosa, dell'aggregazione piastrinica e dell'infiammazione.

Tabella 2. I 17 amminoacidi in tracce presenti nella formulazione di Deutrosulfazyme ®

Alanina
Arginina
Acido Aspartico
Cisteina

Acido Glutammico

Glicina
Istidina
Isoleucina

Lisina
Metionina

Fenilalanina

Prolina
Serina
Treonina
Triptofano

Tirosina

Valina

Gli enzimi costituiscono un elemento peculiare della formulazione di Deutrosulfazyme ® (tabella 3).

3. I 34 enzimi in tracce presenti nella formulazione di Deutrosulfazyme ®

Idrolasi,Carboidrasi
1.Maltasi
2.Saccarosi
3. Emulsina

Nucleasi
1.Polinucleotidasi
2.Nucleotidasi

Amidasi
1. Ureasi

Peptidasi
1.Aminopolipeptidasi
2.Dipeptidasi
3. Prolinasi

Esterasi
1.Lipasi
2.Fosfatasi
3. Solfatasi

Enzimi di Ferro
1. Catalasi
2. Citocromo-ossidasi
3. Perossidasi

Enzimi di rame

1. Tirosinasi
2. Acido-ascorbico ossidasi
Enzimi contenenti coenzimi I e/o II
1. Lattico-deidrogenasi
2. Estere deidrogenasi di Robison

Enzimi che riducono il citocromo
1. Succinodeidrogenasi

Enzimi gialli:
1. Enzimi di Warburg

2. Diaforesi

3. Enzima di Haas

4. Citocromo C-reduttasi

Idrasi
1. Fumarasi
2. Enolasi
Mutasi
1. Aldeide Mutasi
2. Gliossalasi

Desmolasi
1. Zimoesasi (fruttosio-difosfato-aldolasi)
2. Carbossilasi

Altri enzimi
1. Fosforilasi
2. Fosfoesisomerasi
3. Esochinasi
4. Fosfoglumutasi

CELLFOOD® NON CONTIENE CARBOIDRATI, CELLFOOD® NON CONTIENE LIPIDI; CELLFOOD® NON CONTIENE PROTEINE; CELLFOOD® NON CONTIENE CAFFEINA; CELLFOOD® NON CONTIENE EFEDRINA; CELLFOOD® NON CONTIENE STIMOLANTI; CELLFOOD® NON CONTIENE SINTETICI

Numerose e variegate le reazioni da essi catalizzate: idrolisi, ossidazione, riduzione, isomerizzazione e fosforilazione. Tra gli enzimi ad azione ossido-reduttasica sono da segnalare la catalasi e la perossidasi, che grazie alla loro azione antiossidante contribuiscono a difendere l'organismo dall'attacco delle specie chimiche reattive dell'ossigeno (reactive oxygen species, ROS) ( vedi appresso ). L'efficacia di questi enzimi e' potenziata dall'attivazione della superossidodismutasi (SOD) e della glutatione perossidasi (GPx), modulata da alcuni oligoelementi (manganese, zinco, rame e selenio) presenti nella formulazione di Deutrosulfazyme ® .

Il produttore garantisce che tutti i componenti di Deutrosulfazyme ® sono ottenuti mediante estrazione non chimica di principi attivi contenuti esclusivamente in fonti naturali non contaminate (piante naturali e acque meridionali che circondano la Nuova Zelanda, sorgenti minerali naturali, piante fossili).

Il procedimento brevettato di produzione di Deutrosulfazyme ® richiede 9 mesi di lavorazione.

L'esclusiva linea CELLFOOD ® comprende, oltre alla classica formulazione gocce (formula Everett Storey), 7 formulazioni ad uso sistemico (SILICA gocce, DIET SWITCH gocce, DNA/RNA spray, MULTIVITAMIN spray 100% RDA, MSM spray, VITAMINA C + spray e SAMe gocce sub-linguali) ed una ad uso topico (OXYGEN GEL).

Occorre precisare che le formulazioni specialistiche della linea CELLFOOD ® contengono la quantita' di Deutrosulfazyme ® necessaria ad aumentarne la biodisponibilita' e a integrarle con nutrienti essenziali in traccia. Esse, pertanto, non rappresentano un'alternativa all'assunzione quotidiana del concentrato Deutrosulfazyme ® gocce originale.

La linea di prodotti CELLFOOD ® sia per l'apporto delle innumerevoli e preziose sostanze - ormai difficili da ritrovare nell'alimentazione di tutti i giorni - che per la qualita' ampiamente garantita dei suoi singoli componenti, fornisce una soluzione altamente innovativa per una corretta integrazione alimentare quotidiana.

Occorre anticipare che l'impiego di Deutrosulfazyme ® non e' subordinato alle norme che disciplinano i comuni farmaci, quali la validazione mediante studi di efficacia e di tollerabilita'. Il prodotto, tuttavia, essendosi dimostrato efficace nel migliorare globalmente lo stato di benessere in un numero considerevole di soggetti (come documenta una serie di report "aneddotici"), e' stato estesamente valutato sia in vitro che in vivo (vedi appresso).

CELLFOOD ® : background biochimico e fiopatologico

L'ossigeno, in forma molecolare (O 2 ), e' un elemento assolutamente indispensabile per la vita dell'Uomo e, in generale, di tutti gli organismi aerobi. Esso, infatti, fungendo da accettare finale degli equivalenti riducenti derivanti dal catabolismo cellulare, consente, attraverso la catena respiratoria mitocondriale, la produzione di energia chimica, sotto forma di adenosintrifosfato (ATP). Quest'ultimo, a sua volta, permette alle cellule di svolgere tutte le loro funzioni vitali (metabolismo, accrescimento movimento, riproduzione, secrezione, escrezione, disintossicazione, etc.). E' da sottolineare che l'ossigeno consente di ottenere da 1 molecola di glucosio ben 36/38 molecole di ATP contro le sole 2 ricavabili in sua totale assenza (anaerobiosi).

Le evidenze fornite dalla ricerca scientifica degli ultimi decenni dimostrano in maniera inequivocabile che l'ossigeno deve essere disponibile a livelli determinati e costanti in tutte le cellule dell'organismo, pena la comparsa di alterazioni funzionali e/o strutturali, talvolta gravi ed irreversibili. Infatti, tanto la riduzione persistente quanto un'oscillazione transitoria della sua concentrazione intracellulare possono risultare dannose.

Una riduzione persistente della concentrazione dell'ossigeno (valutata in termini di pressione parziale di ossigeno, pO 2 ) all'interno dei tessuti e delle cellule viene genericamente definita "ipossia". Considerando il percorso dell'elemento vitale dall'aria inspirata fino ai mitocondri, si possono distinguere, dal punto di vista patogenetico, 4 principali tipi di ipossia:

•  ipossia ipossica: da insufficiente apporto di ossigeno dall'aria al sangue;

•  ipossia anemica: da riduzione della quantita'/funzione dell'emoglobina;

•  ipossia stagnante: da stasi della circolazione ematica;

•  ipossia istotossica: da blocco della catena respiratoria mitocondriale.  

In ognuna di queste condizioni, la ridotta biodisponibilita' di ossigeno puo' provocare una progressiva caduta dei livelli intracellulari di ATP con conseguente accumulo non solo di prodotti indesiderati della degradazione delle purine ma anche di cataboliti acidi.

Queste alterazioni biochimiche si traducono a livello clinico nella classica sintomatologia ipossica:

•  difficolta' di concentrazione con turbe della memoria;

•  sensazione di affaticamento o crampi muscolari, anche dopo piccoli sforzi;

•  respiro corto o dispnea;

•  tachicardia con soffi cardiaci da circolazione iperdinamica;

•  turbe della visione;

•  alterazioni dell'equilibrio e/o vertigini;

•  aumentata suscettibilita' alle infezioni;

•  crescita stentata delle unghie e dei capelli;

•  turbe del vuotamento gastrico e/o acidita';

•  alterazioni della digestione e dell'assorbimento dei nutrienti;

•  possibile compromissione della funzionalita' renale.

Trova, dunque, la sua piu' ampia spiegazione la celebre affermazione del famoso fisiologo Arthur C. Guyton: "Qualunque dolore, sofferenza o malattia cronica, e' causato da una insufficiente ossigenazione a livello cellulare" (Human Physiology, 1978). Recentissime scoperte, come quelle della proteina RAI, confermano la potenziale tossicita' dell'ipossia, oggi ritenuta implicata persino nel processo di metastatizzazione dei tumori.

Non meno pericolose dell'ipossia, ai fini del mantenimento dell'integrita' funzionale e/o strutturale della cellula, risultano le oscillazioni della pressione parziale di ossigeno, che trovano nel cosiddetto "danno da ischemia-riperfusione", il loro paradigma patogenetico.

In questo modello, la transitoria riduzione dell'afflusso ematico in un determinato distretto anatomico, a causa della riduzione del calibro delle arteriole (per vasospasmo, parziale trombizzazione o altro) o del clampaggio di un ramo arterioso maggiore (per interventi chirurgici di by-pass, trapianti d'organo o altro,) provoca nei tessuti corrispondenti una condizione transitoria di ipossia, con accumulo di cataboliti acidi, abbassamento del pH intracelullare, turbe dell'omeostasi idro-elettrolitica e di membrana, liberazione di calcio, attivazione di proteasi e, in ultimo, conversione dell'enzima citosolico xantina deidrogenasi (normalmente responsabile della trasformazione delle purine in acido urico) in xantina ossidasi (a funzione ossidante anomala). Nel momento in cui l'ischemia viene a cessare e si ricostituisce un normale flusso ematico, l'ossigeno molecolare trasportato dall'emoglobina viene utilizzato dalle cellule in precedenza ipossiche come substrato accettore di equivalenti riducenti non solo per produrre ATP ma anche per generare specie chimiche reattive dell'ossigeno (reactive oxygen species, ROS). Infatti, per l'azione catalitica della xantina ossidasi - forma anomala della xantina deidrogenasi - l'ossigeno genera due specie chimiche altamente ossidanti, quali il radicale idrossile (HO ? ) e il perossido di idrogeno (H 2 O 2 ). Saranno questi ultimi i mediatori finali del danno cellulare, detto da stress ossidativo (vedi oltre, approfondimento).

Appare evidente, dunque, che il mantenimento di un livello costantemente ottimale di ossigeno molecolare all'interno delle cellule e' una condizione indispensabile per il buon stato di salute dell'intero organismo. A tal proposito, le evidenze cliniche attualmente disponibili suggeriscono che Deutrosulfazyme ® agisce rendendo biodisponibile   l'ossigeno molecolare a livello cellulare all'occorrenza, incrementandone la concentrazione nell'ipossia e prevenendo la sua conversione in ROS in condizioni di stress ossidativo (azione antiossidante).

Approfondimento. Lo stress ossidativo.

Lo stress ossidativo e', per definizione, la conseguenza diretta dell'azione dannosa esercitata da quantita' abnormemente elevate di radicali liberi sulle cellule e sui tessuti del nostro organismo.

Ma cosa sono i radicali liberi? Come agiscono?

I radicali liberi sono atomi o raggruppamenti di atomi in grado di reagire con qualsiasi molecola di cui e' costituita una cellula (persino il DNA!), danneggiandola, con conseguenze spesso disastrose (alterazioni funzionali ® alterazioni strutturali ® morte cellulare).

Il danno e' dovuto al fatto che i radicali liberi sono agenti molto "avidi di elettroni" e si stabilizzano, perdendo la potenziale lesivita', solo quando riescono a strappare tali particelle dalle molecole con cui vengono a contatto (azione ossidante).

Una piccola quota di radicali liberi viene prodotta anche in condizioni normali, per effetto del metabolismo cellulare. La produzione di alcuni ormoni, per esempio, implica la generazione di radicali liberi. D'altra parte, alcuni globuli bianchi sfruttano la produzione di questi agenti per uccidere i batteri, aiutando, in tal modo, il nostro organismo a difendersi dalle infezioni. Da questo punto di vista, i radicali liberi sono stati giustamente definiti "insostituibili compagni di viaggio" della vita cellulare.

Tuttavia, in particolari condizioni, la produzione di radicali liberi puo' essere talmente copiosa da costituire una seria minaccia per l'integrita' delle cellule.

Quali sono le cause che inducono un aumento della produzione dei radicali liberi?

Le cause possono essere esterne o interne all'organismo.

Tra le cause esterne, ricordiamo alcuni agenti fisici (es. le radiazioni ultraviolette e ionizzanti), numerosi agenti chimici (es. idrocarburi, diserbanti, contaminanti alimentari, farmaci) e taluni agenti infettivi (es. virus e batteri).

Tra le cause interne all'organismo sono da citare l'accelerazione esagerata del metabolismo cellulare (quale si verifica, per esempio, dopo uno sforzo fisico intenso e protratto, senza adeguato allenamento) e numerose malattie (es. obesita', diabete ecc.).

In condizioni di buona salute, il nostro organismo riesce a prevenire il danno da radicali liberi grazie a dei sistemi naturali di difesa che vengono indicati con il termine di antiossidanti, proprio perché contrastano l'azione, ossidante, dei radicali liberi.

Gli antiossidanti, pertanto, sono agenti in grado di neutralizzare l'azione lesiva dei radicali liberi. Alcuni antiossidanti (es. sistemi enzimatici della superossidodismutasi e della catalasi) sono endogeni, cioe' vengono prodotti dal nostro organismo di cui sono parte integrante. Altri, invece, quali ad esempio le vitamine C ed E, sono esogeni, cioe' devono essere introdotti dall'esterno, per esempio con una corretta alimentazione.

Nel nostro organismo, dunque, esiste un delicato equilibrio fra produzione (esterna o interna) e "smaltimento" dei radicali liberi (da parte dei sistemi antiossidanti).

La rottura di questo equilibrio provoca l'insorgenza di lesioni cellulari che, se gravi e protratte nel tempo, conducono ad un accelerazione del processo dell'invecchiamento e all'insorgenza di numerosissime malattie molto comuni, quali l'ipertensione arteriosa, l'aterosclerosi, l'infarto, l'ictus, il morbo di Parkinson, la demenza nell'Alzheimer, la colite ulcerosa, la pancreatite, l'obesita', il diabete, la bronchite cronica, l'artrite reumatoide, alcuni tipi di tumori, ecc.

Alla luce di queste considerazioni possiamo definire ora con piu' esattezza lo stress ossidativo come una condizione patologica causata dalla presenza nel nostro organismo di quantita' eccessive di radicali liberi e di altre specie reattive dell'ossigeno, da ricondursi ad un'eccessiva produzione di questi agenti e/o ad una ridotta efficienza dei fisiologici sistemi di difesa antiossidanti.

Oggi sono finalmente disponibili, per medici ed altri operatori sanitari, test altamente affidabili per la valutazione globale dello stress ossidativo (d-ROMs test, BAP test, OXY-adsorbent test, -SHp test), eseguibili sia presso laboratori di analisi mediante comuni fotometri (manualmente o in automatico) che in ambulatorio mediante fotometri dedicati (sistemi FRAS HeD e FREE Diacron).

In particolare, il d-ROMs test consente di determinare la concentrazione ematica dei metaboliti reattivi dell'ossigeno (ROM) e, piu' specificamente, degli idroperossidi (ROOH) marcatori ed amplificatori del danno cellulare da radicali liberi. I valori di normalita' sono compresi fra 250 e 300 U CARR (20.00 - 24.00 mg/dL H 2 O 2 ); valori superiori alla fascia borderline (320 U CARR) indicano livelli progressivamente crescenti di stress ossidativo.

Il BAP test, invece, consente di determinare l'efficienza della barriera antiossidante plasmatica in termini di attivita' ferro-riducente. Il valore ottimale e' 2200 m Eq/L. Valori inferiori a tale limite segnalano un deficit dei sistemi di difesa antiossidanti.

Grazie a questi due test e' possibile porre una diagnosi di laboratorio di stress ossidativo estremamente precisa ed affidabile, ove le due componenti contrapposte, quella pro- ed anti-ossidante possono essere valutate distintamente. In altri termini, e' possibile stabilire in tempo reale se lo stress ossidativo e' dovuto ad un aumentata produzione e/o ad una ridotta capacita' di eliminazione dei radicali liberi. In questo modo anche il monitoraggio della terapia antiossidante puo' poggiarsi su basi piu' solide e uscire dalla fase empirica in cui spesso viene a trovarsi.


CELLFOOD®: studi preclinici

Gli studi preclinici su Deutrosulfazyme ® sono stati condotti sia in vitro che in vivo .

Per quanto riguarda la sperimentazione in vitro , sono degni di nota gli studi che hanno consentito la valutazione dei principali parametri fisico-chimici (la conduttanza, il potenziale "zeta" e la tensione superficiale), l'efficacia antimicrobica, il rilascio di ossigeno, l'effetto antiossidante e la risposta alla risonanza della soluzione di Deutrosulfazyme ® .

In particolare, e' stato dimostrato che, rispetto ad un campione di acqua distillata, una soluzione contenente Deutrosulfazyme ® possiede valori significativamente piu' elevati sia di conduttanza (192.323 m S vs. 9 m S, rispettivamente) che di potenziale "zeta" (3,65 mV vs. 22,66 mV, rispettivamente). L'elevato valore di conduttanza indica genericamente che la soluzione di Deutrosulfazyme ® contiene in dispersione numerosi elettroliti e, dunque, ioni, cioe' particelle cariche elettricamente. D'altra parte, come e' noto, il potenziale "zeta" e' una funzione diretta del grado di dispersione in soluzione di particelle cariche elettricamente. Pertanto, i valori significativamente elevati di questi due parametri - conduttanza e potenziale zeta - indicano che i principi attivi Deutrosulfazyme ® sono ampiamente dispersi e non conglomerati in soluzione, una proprieta', questa, tipica delle soluzioni colloidali ma anche un pre-requisito indispensabile per l'assorbimento dei vari componenti a livello delle mucose.

Concettualmente in linea con i risultati di questi studi sono i dati ottenuti dalla determinazione della tensione superficiale. Con questo termine ci si riferisce - in prima approssimazione - alla forza che agisce all'interfacie tra due fluidi non miscibili tra loro. Quanto piu' elevata e' la tensione superficiale, tanto piu' le particelle di un fluido disperso in un altro fluido non miscibile tendono a conglomerare e ad esporre la minima superficie possibile, mirando idealmente ad assumere una forma sferoidale. E' per effetto di questa forza, per esempio, che l'olio tende a formare gocciole sferoidali quando disperso in acqua. Le sostanze batotone, ovvero quegli agenti che, come i detergenti in genere ed i sali biliari in particolare, abbassano la tensione superficiale di una soluzione e, dunque, schermano le forze che agiscono all'interfacie di due fluidi non miscibili, inducono una dispersione delle particelle. Cio' e' particolarmente utile, per esempio, nei processi digestivi e di assorbimento che avvengono a livello dell'intestino tenue. Qui, infatti, i sali biliari, interagiscono con le gocciole di grassi ingerite con i pasti e le trasformano in minuscole particelle (micelle), piu' facilmente aggredibili dagli enzimi lipolitici e, quindi, piu' agevolmente assorbibili.

Cio' premesso, una soluzione di Deutrosulfazyme ® possiede una tensione superficiale significativamente piu' bassa di quella di un campione di acqua distillata, (40 dine/cm 2 vs. 73 dine/cm 2 ). Questo risultato conferma il dato ottenuto per altra via (potenziale "zeta") dimostrando, in definitiva, che Deutrosulfazyme ® , abbassando anche la tensione superficiale, tende a disperdersi al massimo nella soluzione alla quale e' aggiunto, consentendo ai suoi singoli principi attivi di essere assorbiti con maggiore efficienza a livello delle mucose (elevata biodisponibilita').

E' stato poi dimostrato che Deutrosulfazyme ® possiede attivita' microbicida su alcuni ceppi batterici e cio' contribuisce a spiegare alcuni favorevoli effetti topici del prodotto.

Disciolto in acqua alla dose comunemente impiegata come integratore, Deutrosulfazyme ® e' in grado di aumentare la disponibilita' di ossigeno molecolare (da 1.9 a 3.0 mg/mL dopo 60 min). In formulazione Multivitamin 100% RDA, invece, Deutrosulfazyme ® ha dimostrato di possedere, al test ORAC, un'elevata attivita' antiossidante, che e' stata quantificata, per 6 spray, in 67.8 m moli di Trolox Equivalenti/g. Tale valore si colloca tra quello della fragola e dell'arancia. I risultati del test di rilascio dell'ossigeno e dell'ORAC sono di enorme importanza per l'interpretazione del meccanismo d'azione di Deutrosulfazyme ® che, se per un verso, aumenta la biodisponibilita' di ossigeno, dall'altro e' potenzialmente in grado di annullarne l'effetto - radicalizzante - legato   ad una sua elevata concentrazione.

Riconoscimenti Internazionali di CELLFOOD ® Deutrosulfazyme ® : Nel 1997, CELLFOOD ® e' stato candidato all'unanimita' dall'Inventors Clubs of
America a ricevere il Premio di Tecnologia Avanzata del 1997 presentato dall'International Hall of Fame ad Atlanta, GA. CELLFOOD ha ricevuto questo riconoscimento per la sua capacita' unica di produrre sia ossigeno che idrogeno nascente all'interno del corpo, dando come risultato una pulizia e ricostruzione delle cellule e dei tessuti del corpo, e (2) la sua capacita' unica di mantenere 78 elementi, oligominerali e minerali in sospensione liquida colloidale.


Ricerche in Giappone: Nel 1997, il Ministro della Sanita' Giapponese ha approvato la vendita di CELLFOOD come integratore alimentare. Apatie Link, Compagnia Limitata in Giappone ha provato l'effetto di CELLFOOD sul fisico e la mente dell'individuo, sui livelli di vitalita', e sulla capacita' di curare certe malattie. A questo proposito, e' stato usato l'analizzatore a risonanza magnetica, una macchina sviluppatasi negli Stati Uniti per misurare le frequenze ed il moto ondoso. Ora questo metodo viene usato sempre di piu' negli ospedali Americani e Giapponesi, per diagnosticare le condizioni fisiche e mentali del paziente.

In Germania usano una macchina diagnostica simile, chiamata Analizzatore Vagar. Sig. Kohei Fukuda ha affermato: "Abbiamo provato CELLFOOD con l'Analizzatore di Risonanza Magnetica (ARM) e i risultati ottenuti sono incredibili.
Secondo i risultati, CELLFOOD e' un prodotto incredibilmente buono. L'ARM
misura una soglia di +20. Alcuni test sul CELLFOOD hanno superato questo
limite".

Gli studi in vivo hanno consentito di valutare la tossicita' acuta di Deutrosulfazyme ® per os in termini di DL 50 (dose minima di prodotto in grado di indurre la morte del 50% della popolazione animale studiata). A tal proposito Deutrosulfazyme ®   e' stato somministrato a 10 ratti albini (5 maschi e 5 femine) Sprague-Dawley, in uno studio della durata di 14 giorni. Al termine della valutazione, tutti gli animali sono sopravvissuti, presentandosi all'osservazione in buone condizioni di salute ed aumentati di peso. La DL 50 e' risultata compresa fra 1.000 e 5.000 mg/kg di peso corporeo. In altri termini, dosi fino a 5 grammi per kg di peso corporeo non sono risultate letali, indicando che Deutrosulfazyme ®   e' praticamente privo di tossicita' acuta.


CELLFOOD ® : studi clinici

Oltre ai numerosi trial in corso, due sono gli studi clinici completati attualmente disponibili sull'efficacia di Deutrosulfazyme ® .  

Il primo studio, in doppio cieco, controllato mediante placebo, cross-over, pre e post-test, aveva lo scopo di 1) valutare se Deutrosulfazyme ® e' efficace, come supplemento, nel migliorare le performance fisiche di atleti impegnati in gare di resistenza; 2) determinare a quale dosaggio il preparato tende ad essere piu' efficace. Sono stati, quindi, reclutati, presso l'Istituto di Medicina dello Sport di Pretoria, 45 maratoneti, di eta' compresa fra 20 e 51 anni, 28 uomini e 17 donne. Al termine delle 18 settimane di studio, si e' osservato che, rispetto al placebo, Deutrosulfazyme ® :

•  riduce significativamente il carico di lavoro del cuore sotto sforzo;

•  riduce significativamente la frequenza respiratoria sotto sforzo;

•  induce un significativo incremento della VO 2 max (assoluta);

•  migliora in maniera significativa gli scambi respiratori;

•  riduce significativamente le concentrazioni di lattato nel sangue;

•  induce un significativo aumento dell'ematocrito e dell'emoglobina;

•  induce un significativo aumento del numero dei globuli rossi;

•  induce un significativo aumento del numero dei globuli bianchi.

Nel complesso questi risultati indicano che Deutrosulfazyme ® e' un eccellente integratore nutrizionale per coloro che svolgono attivita' sportiva anche di tipo agonistico.

Il secondo studio, longitudinale, in aperto, ha valutato l'efficacia antiossidante di Deutrosulfazyme ® in termini di abbassamento dei valori del d-ROMs test (Diacron International, Grosseto). A tale scopo, presso il laboratorio NuLife Sciences Company (Massachusetts, USA) il gruppo di Coyle ha reclutato 60 individui, di cui 32 maschi e 28 femmine tra i 18 ed i 50 anni. Tutti hanno assunto 8 gocce di CELLFOOD ® 3 volte al giorno per 30 giorni consecutivi. L'assunzione di Deutrosulfazyme ® si e' accompagnata ad una riduzione 10%-27% dei livelli di stress ossidativo, indicando che la formulazione e' un efficace antiossidante (tabella 4).

Tabella 4. Risultati dello studio sull'efficacia antiossidante di Deutrosulfazyme ®

CONDIZIONE

ETÀ

Prima (U CARR)

Dopo (U CARR)

FUMATORI

18-30

380 ± 36

332 ± 23

FUMATORI

31-50

474 ± 30

355 ± 28

ATLETI

18-30

418 ± 35

303 ± 23

ATLETI

31-50

389 ± 33

349 ± 41

SOVRAPPESO

18-30

362 ± 29

298 ± 41

SOVRAPPESO

31-50

302 ± 29

265 ± 29

CELLFOOD ® : il meccanismo d'azione

Il fine meccanismo d'azione di Deutrosulfazyme ® - la cui formula, come si e' detto in precedenza, e' coperta da brevetto e, dunque, non disponibile - non e' noto. Cio' non deve stupire, dato il fatto che la formulazione in oggetto non e' un preparato farmacologico e, come tale, non richiede tale tipo di evidenza.

Tuttavia, sulla base delle evidenze accumulatesi nel corso degli anni, si puo' ipotizzare che Deutrosulfazyme ® , nel suo complesso, e' un preparato in grado di modulare nelle cellule la biodisponibilita' di ossigeno, aumentandone - on demand - i livelli in caso di ipossia o abbassandone le concentrazioni in caso di iperossia.

Infatti, l'aumentato livello di ossigeno molecolare disciolto che si ottiene aggiungendo Deutrosulfazyme ® all'acqua distillata suggerisce che la formulazione e' in grado di produrre ossigeno ex novo , probabilmente a partire dalle stesse molecole d'acqua, visto che nel sistema testato e' questa l'unica sostanza presente. Se cio' e' documentabile in vitro , non vi sono ragionevoli motivi per ritenere che un analogo fenomeno non possa verificarsi anche in vivo .

Appare, tuttavia, difficile spiegare dal punto di vista chimico in che modo Deutrosulfazyme ® induca un aumento dell'ossigeno molecolare disponibile. Una delle ipotesi piu' affascinanti e' che il solfato di deuterio - in virtu' del cosiddetto "effetto isotopico o massa", che lo rende completamente diverso dall'omologo acido solforico - agisca in maniera catalitica facilitando una sorta di "scissione omolitica" dell'acqua, con generazione di specie reattive che poi autoassemblerebbero, secondo il modello delle reazioni radicaliche a catena,   generando ossigeno molecolare. Resta da spiegare, pero', da quale fonte di energia la reazione radicalica sarebbe avviata e poi sostenuta.

Un'altra ipotesi e' che per azione sinergica del solfato di deuterio e degli altri componenti del Deutrosulfazyme ® , in particolare gli enzimi ad azione ossido-reduttasica, si creerebbero condizioni ottimali per la generazione di ossigeno molecolare; infatti, come e' noto, tutti gli enzimi possono catalizzare sia le reazioni dirette che quelle inverse e, almeno sotto il piano puramente speculativo, non si puo' escludere che in certe condizioni enzimi come la catalasi o la per ossidasi generino perossido di idrogeno, dal quale puo' formarsi ossigeno nascente e, quindi, ossigeno molecolare. Per confermare queste ipotesi, da prendere con la massima cautela, occorrera' eseguire studi ad hoc.

D'altra parte, la documentata attivita' antiossidante di Deutrosulfazyme ® , sia in prove in vitro (test ORAC) che in studi in vivo (test d-ROMs), suggeriscono che la formulazione e' in grado di ridurre la produzione di radicali liberi dell'ossigeno e, quindi, i potenziali effetti nocivi legati ad un'aumentata biodisponibilita' dell'ossigeno.


CELLFOOD ® : indicazioni, posologia, modalita' di somministrazione, effetti indesiderati e precauzioni per l'uso

CELLFOOD ® e' utile non solo per persone affette da patologie di ogni tipo, ma anche per tutti coloro che, in buona salute, desiderino prevenire malattie future e l'invecchiamento precoce. È inoltre usato da atleti e amanti del fitness in ogni disciplina, compresi sportivi a livello olimpico.

CELLFOOD ® gocce e' raccomandato da professionisti della salute e istituti medici in tutto il mondo.

Questa dimensione alla portata di tutti, e' comoda e conveniente, poiché permette ai consumatori di portare CELLFOOD ® in tasca o nella borsa.

Il flacone da 30 ml di CELLFOOD ® gocce contiene 30 dosi giornaliere.

DOSI CONSIGLIATE - AGITARE BENE PRIMA DELL'USO

(Versare il dosaggio in un bicchiere di acqua preferibilmente con un basso residuo a 180° con valore inferiore ai 50/100 mg ed un pH con valore vicino a 7).

NON USARE ACQUA GASSATA O DI RUBINETTO

ASSUMERE almeno 20 / 30 minuti prima dei pasti.

Schema posologico

mattino

pomeriggio

sera

1° - 2° - 3° giorno

1 goccia

1 goccia

1 goccia

4° - 5° - 6° giorno

2 goccia

2 goccia

2 goccia

7° - 8° - 9° giorno

3 gocce

3 gocce

3 gocce

10° - 11° - 12° giorno

4 gocce

4 gocce

4 gocce

13° giorno

5 gocce

5 gocce

5 gocce

14° giorno

6 gocce

6 gocce

6 gocce

15° giorno

7 gocce

7 gocce

7 gocce

16° giorno

8 gocce

8 gocce

8 gocce

dal 17° giorno

8 gocce

8 gocce

8 gocce

Proseguire con 8 gocce per 3 volte al giorno.

Il dosaggio consigliato e sopra descritto e' indicato per una lenta disintossicazione.

BAMBINI : Una goccia di CELLFOOD ® al giorno per anno di eta', fino a 12 gocce.

Si possono fare anche cicli di 90 giorni e 30 giorni di mantenimento con 8/10/12 gocce la mattina. Si puo' assumere il prodotto anche ogni giorno per tre volte al giorno. Per migliori risultati usare acqua distillata o oligominerale con basso residuo fisso: i prodotti chimici che si trovano nell'acqua di rubinetto non purificata possono ridurre l'efficacia di CELLFOOD ® . CELLFOOD ® puo' essere preso anche in qualsiasi momento, ad es. immediatamente dopo un pasto pesante per aiutare la digestione o quando ci si sente stressati o stanchi.

In caso di contatto accidentale con gli occhi, sciacquare immediatamente con abbondante acqua.

Evitare il contatto con materiali naturali, organici o a base di petrolio (ad es. seta, cotone, lino, lana, pelle, formica, piani in acciaio o simil-pelle). CELLFOOD ® contiene tracce di enzimi digestivi e metabolici che sono in grado di deteriorare i materiali organici.

Tenere la bottiglia lontano dalla portata dei bambini. Evitare il contatto con gli occhi.

L'EFFETTO DELLA DETOSSIFICAZIONE

Quando si assume CELLFOOD ® gocce per la prima volta, si possono verificare sintomi quali lievi mal di testa, leggero fastidio allo stomaco, costipazione, un'iniziale diminuzione di energia, o altri sintomi di un possibile processo di purificazione.

Questa reazione di detossificazione e' causata da incrementati livelli di ossigeno nel sangue e nel circolo linfatico a livello cellulare.

CELLFOOD ® gocce inizia ad eliminare la tossicita' nel nostro sistema, e si sente il proprio corpo purificato come mai prima; ad es. saranno eliminati o escreti piu' materiali di rifiuto e tossine, un modo naturale di comportarsi per un corpo sano. Piuttosto che allarmarsi, e' necessario divenire consapevoli che si sta migliorando la nostra salute. Se si riscontrano sintomi, ridurre il dosaggio e poi gradualmente aumentarlo sino ad un livello adatto a se stessi. Quando si manifesta un qualunque sintomo di disintossicazione e/o purificazione, bere quotidianamente molta acqua purificata.





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