News

Il processo di remetilazione nell'omeostasi fisiologica e enll'invecchiamento cellulare.

Rischio Vascolare e prevenzione ottimale
Il processo di Remetilazione nell’omeostasi fisiologica e nell’invecchiamento cellulare. Rischio vascolare e prevenzione ottimale

 

(Mauro Miceli)

 

Nell’ultimo decennio l’Omocisteina, sostanza omologa dell’aminoacido Cisteina, ha assunto un ruolo particolarmente importante non solo come spia del recupero del gruppo metilico, ma anche come fattore chiave alla base di una moltitudine di processi fisiopatologici che caratterizzano molte malattie cronico-degenerative a forte impatto sociale e in particolare quelle cardio-vascolari.

 

Contrariamente a quanto  creduto fino ad ora, i  livelli di questa sostanza nel sangue dovrebbero essere decisamente al di sotto dei valori limite assunti come range di normalità, tanto è vero che recenti studi effettuati dalla Boston University hanno messo in evidenza come già con valori superiori a 9 µmol/litro il rischio cardiaco relativo risultava il doppio mentre a valori pari a  15 µmol/litro (limite di normalità indicato in molti laboratori) tale rischio passava addirittura a 4.

 

Tra le cause di tipo biochimico-molecolare implicate nella genesi di tale rischio a livello vascolare, assume un ruolo decisivo la biotrasformazione in Omocisteina Tiolattone la quale è capace di ossidare il colesterolo LDL per formare degli aggregati molecolari che sono capaci di attaccare la parete arteriosa promuovendo la formazione di cellule schiumose e successivamente, grazie all’intervento combinato delle specie reattive dell’ossigeno, provocando disfunzione endoteliale, disattivazione del nitrossido a livello vascolare e quindi, in ultima analisi, la proliferazione delle cellule muscolari lisce che unitamente al danno sulla matrice extravascolare mediato anche dalla per ossidazione lipidica portano al fenomeno atero-trombotico.

 

A conferma di tutto ciò, vi è l’evidenza clinica supportata da importanti studi che hanno mostrato una correlazione stretta fra livelli crescenti di omocisteina e aumentato rischio di infarto del miocardio, come pure una favorevole prognosi in pazienti con pregresso infarto in virtù di un significativo decremento dei livelli ematici di questo particolare aminoacido.

 

Esistono poi diversi studi clinici controllati a sostegno del coinvolgimento dell’omocisteina nella patogenesi dello stroke, della malattia coronarica e delle arteriopatie periferiche, come pure  nelle patologia cerebro-vascolare ; è stato dimostrato come i livelli di questa sostanza  nel sangue aumentino progressivamente con l’età e come tale incremento sia in forte correlazione con l’aumento delle patologie vascolari croniche  sopracitate.

 

La terapia ottimale che consente di controllare l’aumento dei valori dell’Omocisteina

 

si fonda principalmente sulla somministrazione di un pool di vitamine del gruppo B, tutte coinvolte nel recupero dei gruppi metile, che consentono la riconversione dell’Omocisteina in Metionina (acido folico e vitamina B12) o, tramite la via della transulfurazione, direttamente in Cisteina (Vitamina B6 nella via del Glutatione), unitamente alla Betaina o trimetil-Glicina che consente un completo recupero del processo di rimetilazione.

 

Studi sia clinici che sperimentali hanno confermato come una adeguata supplementazione di acido folico  sia capace di bloccare e far regrederire la progressione del processo aterosclerotico, parallelamente ad un significativa riduzione dell’incidenza sia dello stroke che dell’Infarto cardiaco  ; inoltre dosi integrative di folato hanno trovato favorevole impiego nella prevenzione delle restenosi coronariche come pure nell’aumento della funzionalità endoteliale in caso di malattia coronarica.

 

La progressiva perdita fisiologica dei gruppi metilici con l’avanzare dell’età è stata posta in forte correlazione con la durata della vita nell’uomo e per tale motivo esiste la forte necessità di operarne un adeguato recupero a livello metabolico : un preparato ideale a tal fine dovrebbe garantire l’apporto ben bilanciato di tutti questi cofattori vitaminici atti a favorire un’efficace processo di rimetilazione , in modo da covertire quanto possibile l’omocisteina negli aminoacidi atossici cisteina e metionina, e al tempo stesso un apporto adeguato di basi azotate al fine di un immediato e corretto utilizzo nel processo di rigenerazione cellulare fisiologico.

 

In tale contesto la somministrazione del prodotto Cellfood DNA/RNA (Longevity Formula) garantisce i seguenti benefici :

 

 

-         fornisce il miglior sistema di rilascio direttamente alle cellule di tutti i fattori vitaminici per prevenire e diminuire l’Iperomocisteinemia 

 

 

 

-         conserva i benefici ringiovanenti delle basi azotate  biodisponibili   per la costruzione e sostituzione degli acidi nucleici

 

 

 

-         Aumento dell’ossigenazione per la produzione ottimale di ATP  

 

 

 

-          Apporto di Deuterio per rafforzare i legami in  macromolecole soggette ad attacco dei ROS

 

 

 

-         Integrazione di Cellfood base per garantire una adeguata funzionalità e protezione dell’endotelio vasale (vedi studi Prof. Ferrero)

 

 

A conclusione si ricorda in particolare come la formulazione sublinguale garantisca una completa biodisponibilità dei principi bioattivi contenuti nel prodotto prendendo a titolo di esempio la somministrazione di vitamina B12, il cui assorbimento efficace incontra non poche difficoltà a livello fisiologico, e come tutto questo venga risolto tramite l’erogazione sublinguale della forma biologicamente attiva della vitamina, la metilcobalamina, subito disponibile  a livello cellulare.

 

        

 





Cellfood Salute Cellfood Sport Cellfood Medicina